
Fonte: http://blogulate.com
Sulla rete ci sono parecchie guide sul come fare il tuning di ubuntu (cioè come alleggerire ubuntu) ma ho deciso di raggruppare il tutto in questa guida.
Ubuntu Linux è una distribuzione piuttosto semplice da usare ma ma stabile, poiché basata su debian, tuttavia ubuntu di default ha molti pacchetti e servizi che si possono tranquillamente disabilitare o adattare secondo le proprie esigenze, così facendo guadagneremo in spazio sull’hdd e qualche mb di ram, questo significa avere un sistema operativo più snello e più reattivo.
La presente guida è valida per la maggior parte degli utenti, ma ovviamente informatevi prima se un servizio\pacchetto non vi serve davvero… ad esempio chi possiede una stampante HP non dovrebbe disabilitare i relativi servizi per la sua gestione
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Tags: tuning, Ubuntu
Questo articolo tratta la gestione delle stringhe e, in generale, dei vettori multidimensionali nel linguaggio C.
Allocazione di memoria del vettore
Sappiamo che nel linguaggio c dichiariamo un vettore con l’istruzione
int vett[n];
in questo modo creiamo un vettore chiamato vett di n elementi:
vett[0] , vett[1] , … , vett[n-1]
Supponiamo, con n=5, di riempire il vettore in questo modo:
Risulterà che:
0
1
2
3
4
| vett[0] = 10 = *vett
vett[1] = 11 = *vett+1
vett[2] = 12 = *vett+2
vett[3] = 13 = *vett+3
vett[4] = 14 = *vett+4 |
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Tags: puntatori, stringhe, vettori
Input /output e gestione dei file
Iniziamo la lezione dicendo subito che per INPUT/OUTPUT si intende l’ insieme delle operazioni di
ingresso ed uscita, ossia lo scambio di informazioni tra il programma e le unita’ periferiche del
calcolatore.
Nel linguaggio C l’ I/O e’ interamente implementato mediante funzioni della libreria standard.
Il linguaggio C vede i file come un flusso (stream) sequenziale di byte. Uno stream dal punto di vista
tecnico e’ una implementazione software in grado di gestire le informazioni relative all’interazione a
basso livello con la periferica associata, in modo che il programma possa trascurare di che periferica si
tratti.
Ogni file termina con un marcatore di fine file detto
EOF( end-of-file) definito in <stdio.h> come una costante simbolica uguale a -1.
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Tags: c, file
In un sistema operativo, una shell (o terminale) è un programma che permette agli utenti di comunicare con il sistema e di avviare altri programmi. È una delle componenti principali di un sistema operativo, insieme al kernel. La shell è l’ambiente di lavoro attraverso il quale è possibile impartire al computer comandi, richiedendo l’esecuzione di programmi.
Esistono molti tipi di shell; quando si parla semplicemente di “shell”, o anche di “terminale”, si intende di solito una shell testuale con cui l’utente interagisce attraverso un terminale o un emulatore di terminale.
Una shell testuale è un programma dotato di un’interfaccia a riga di comando, che viene eseguito all’interno di un terminale testuale. L’utente digita un comando, ovvero richiede l’esecuzione di un programma, e il programma eseguito può interagire con l’utente e/o mostrare dati sul terminale.
Una delle più note shell testuali è il tradizionale “prompt dei comandi”, ben noto a quanti hanno familiarità con i sistemi operativi DOS (MS-DOS, DR-DOS, FreeDOS). Per gli utenti di MS-DOS e di alcuni dei sistemi Microsoft Windows la shell è il programma command.com. Anche i sistemi della famiglia Windows NT dispongono di una shell testuale, il programma cmd.exe.
Nei sistemi operativi Unix e Unix-like esistono diverse shell testuali; tra le più note vi sono sicuramente Bash (Bourne-Again Shell) e la Korn shell, ma ne esistono altre come la C shell, con un insieme di funzionalità e caratteristiche di base in comune.
Sono inoltre presenti potenti strumenti per collegare tra loro diversi programmi per svolgere compiti complessi, come le pipe e la redirezione. I programmi Unix più propensi ad essere collegati in questo modo sono detti filtri.
Le moderne shell testuali posseggono diverse funzionalità ergonomiche, tra le quali:
* la cronologia dei comandi eseguiti (o command history), che permette di ripetere gli ultimi comandi digitati;
* il completamento dei comandi (o completion), che permette di completare automaticamente nomi di programmi e di file
* il job control, che permette di avviare in background più programmi o di sospenderli temporaneamente.
Le shell testuali dei sistemi Unix integrano un linguaggio di scripting con il quale è possibile scrivere veri e propri programmi che possono ad esempio automatizzare le operazioni di amministrazione di sistema, semplificandola. La sintassi di tale linguaggio è un’estensione di quella usata interattivamente, per cui chi è familiare con l’uso interattivo della shell trova facile e naturale creare degli script.
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Tags: ms-dos, shell