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	<title>FireTeam &#187; Linux</title>
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	<description>#fuoco@AzzurraNet</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Mar 2010 15:55:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SpeedUp Debian Boot</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>

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		<description><![CDATA[In un epoca in cui si usano calcolatori che compiono milioni di flop  al secondo, è alquanto paradossale dover attendere una vita per il boot  della propria macchina; questa problematica risulta irrilevante se si  utilizza il calcolatore come server in quanto non si è costretti a  continui avvii del computer, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un epoca in cui si usano calcolatori che compiono milioni di flop  al secondo, è alquanto paradossale dover attendere una vita per il boot  della propria macchina; questa problematica risulta irrilevante se si  utilizza il calcolatore come server in quanto non si è costretti a  continui avvii del computer, ma è sentita dagli utenti desktop e  soprattutto dalle persone che utilizzano un notebook.<br />
In questa guida  cercherò, senza garanzie e senza pretese, di fornire qualche consiglio  utile basato sulla mia esperienza su come ridurre I tempi di boot.<br />
Prima  di iniziare però gradirei fare due premesse: prima di tutto ci tengo a  precisare che I seguenti consigli non sono esclusivamente farina del mio  sacco, ma il 50% è preso in giro da internet; mi sarebbe piaciuto  fornire I link dai quali mi sono documentato ma purtroppo preso dalla  foga del momento ho dimenticato di salvarli. In secondo luogo vorrei  aggiungere che ci sono altri metodi per accedere in modo più veloce del  solito al proprio ambiente di lavoro (vedi la sospensione su disco) ma  questa guida ha come scopo quello di ridurre I tempi di un “normale”  boot di un computer “general purpose”.</p>
<p><span id="more-813"></span></p>
<div><strong>NB</strong><br />
L&#8217;autore  non si ritiene responsabili per eventuali danni causati al sistema  operativo o per eventuali perdite di dati.<br />
Qualsiasi commento, nota o  correzione è ben accetto.</div>
<p>Prima di tutto forniamo un pò  di informazioni sulla macchina cavia, in modo da fornire un termine di  paragone per I risoltati; la macchina in questione è un pò vecchiotta in  quanto viene utilizzata essenzialmente per smanettarci:</p>
<div>
<strong>CPU</strong>:  Intel Pentium III (Coppermine) 600  Mhz<br />
<strong>Cache</strong>: 256 KB<br />
<strong>RAM</strong>: 252 MB<br />
<strong>SWAP</strong>: 512MB<br />
<strong>Filesystem</strong>:  ext3 sia per root direcory che per le home (dicono che reiserfs  garantisca prestazioni migliori, ma con quello che è successo al suo  creatore non credo che lo sviluppo continuerà)<br />
<strong>Sitema Operativo</strong>:  GNU/Linux Debian sid con Server Grafico attivato e LXDE come Desktop  Environment.</div>
<p>Il sistema in questione è stato installato  tramite net-install e selezionando I seguenti gruppi di pacchetti:</p>
<div>
- Desktop environment<br />
- Print server<br />
-  Standard system</div>
<div>
<strong>NB</strong><br />
Installare  più o meno software rispetto a quello utilizzato in questa guida può  naturalmente influire sui tempi di boot in quanto cambia il set di  demoni avviati al primo boot della macchina</div>
<p>Procediamo  fornendo una panoramica sulla modalità di boot del PC ed in particolare  dei sistemi GNU/Linux.<br />
Il primo elemento che entra in esecuzione è il  BIOS (Basic Input/Output System) ovverro un programma che risiede in un  chip della scheda madre che si occupa di riconoscere una parte  dell&#8217;hardware (generalmente il processore, I lettori ottici e I dischi  fissi). Una volta finita la ricognizione dell&#8217;hardware il BIOS legge  l&#8217;MBR (Master Boot Record) del disco di avvio pemettendo così il  caricamento del boot loader ovvero quel software che vi permette di  scegliere il sistema operativo da avviare.<br />
La maggior parte delle  distribuzioni di Linux permette di scegliere tra LILO (LInux LOader)  e  GRUB<br />
(GRand Unified Bootloader); Debian di default utilizza GRUB.<br />
Il  boot loader si occupa di caricare il kernel scelto nella memoria ram.<br />
A  questo punto il kernel Linux acquisisce il controllo e, in un sistema  Debian, avvia init (pacchetto sysvinit). Init è semplicemente un  sofwtare che seguendo un elenco più o meno ordinato avvia un insieme di  demoni tra I quali (nel caso in cui si utilizzi un greeting grafico)  GDM, KDM o altri.<br />
Riassumendo, graficamente la procedura di boot può  essere rappresentata dalla seguente linea temporale:<br />
<img src="http://dmp.altervista.org/img/GUIDE/lineaboot.png" alt="" /><br />
A  tal proposito ho ritenuto utile suddividere la guida in 4 parti, ognuna  delle quali è dedicata ad una specifica fase della procedura di boot.</p>
<div>Punto 1 &#8211; I giusti parametri del BIOS</div>
<p>Sebbene  la maggior parte delle moderne schede madre sono equipaggiate da BIOS  che permettono personalizzazioni davvero minime, è consigliabile  effettuare tutto il possibile per fare in modo che il tempo che va tra  l&#8217;accenzione del computer ed il caricamento del boot loader sia ridotto  all&#8217;osso.<br />
Sebbene sia consigliabile utilizzare la versione più  recente per il proprio BIOS, questa è un&#8217;operazione ad alto rischio in  quanto, come sicuramente saprete, può compromettere il funzionamento  della scheda madre; mi sento quindi di consigliarla esclusimanete ad  utenti di PC quali HP e TOSHIBA (ce ne saranno altri ma io conosco  questi) che forniscono sul proprio sito un utility per flashare il BIOS  all&#8217;ultima versione disponibile. Premetto che però tali utility vengono  sviluppate per essere eseguite sotto Windows (presumo solo per scopi  commerciali) quindi è un&#8217;operazione che vi consiglio di fare prima di  installare Linux; nel caso in cui Linux già sia presente sul vostro PC,  se disponete di un ampia partizione di swap, potreste provare ad  installare temporaneamente Windows su tale partizione (che diventerebbe  NTFS o FAT32), lasciando così illese sia la partizione di root che le  home.</p>
<div>
<strong>NB</strong><br />
Installare Windows  sulla partizione di swap comporta comunque la cancellazione di GRUB dal  MBR e la perdita di un&#8217;eventuale sessione salvata tramite la sospensione  su disco.</div>
<p>Per quanto riguarda I parametri se  utilizzare un BIOS Award come quello della macchina in questione avete  ampi margini di smanettamento (vi rimando a google per le guide a  proposito) altrimenti una cosa che sicuramente potete fare è selezionare  l&#8217;unità dove risiede GRUB come la prima da avviare; in caso contrario  il BIOS controllerà prima la presenza di eventuali CD/DVD nel lettore  ottico o se è possibile (nei modelli che lo prevedono) effettuare il  boot da LAN.</p>
<div>Punto 2– Configurazione del  Boot Loader</div>
<p>Lo scopo di questa sezione è ridurre il tempo  necessario a GRUB per avviare il caricamento del kernel. Purtroppo anche  qui non abbiamo la possibilità di fare tanto se non tentare di  diminuire al minimo l&#8217;interazione di GRUB con l&#8217;utente.<br />
Se infatti  avviamo la nostra macchina sempre e solo con lo stesso kernel e se non  abbiamo altri sistemi operativi installati, possiamo dire a GRUB di non  mostrare la schermata con la lista dei sistemi operativi disponibili e  di diminuire a zero l&#8217;attesa che di solito viene impiegata per dare  all&#8217;utente l&#8217;opportunità di scegliere cosa avviare.<br />
A tal proposito  bisogna procedere con la modifica del file /boot/grub/menu.lst settando a  0 (zero) la voce <strong>timeout</strong> e decommentando la linea.</p>
<div>Punto 3.1 – Installare il  Kernel giusto</div>
<p>Inutile dire che l&#8217;ideale sarebbe compilare il  kernel a mano ed eliminare tutto quello che non ci occorre (compresa l&#8217;  Initial RamDisk Image), ma sono dell&#8217;opinione che è una cosa alquanto  tediosa da fare esclusivamente per sistemi embendeed; resta comunque il  fatto che almeno una volta nella vita è un&#8217;esperienza che un utente  Linux DEVE fare perchè consente di conoscere infiniti concetti che  altrimenti resterebbero ignoti.<br />
Utilizzeremo quindi il parco kernel  fornito da mamma Debian: quello che dobbiamo fare è scegliere il kernel  specifico per la nostra architettura, nel mio caso essendo un Pentium  III ho scelto il kernel ottimizzato per processori i686.<br />
Per avere  una lista dei kernel disponibili (naturalmente mi aspetto che I  repository siano configurati) occorre digitare da terminale</p>
<div>
$apt-cache search –names-only linux-image</div>
<p>per  verificare il kernel utilizzato</p>
<div>
$uname  -r</div>
<p>La scelta del kernel dedicato alla nostra  architettura è un&#8217;operazione che ci consentirà anche durante il nostro  lavoro di ottenere prestazioni migliori in quanto il kernel dovrebbe  utilizzare le istruzioni macchina specifiche per la nostra CPU.</p>
<div>Punto 3.2 &#8211; I giusti parametri di Boot</div>
<p>Nel  tempo che va tra il caricamento da parte di GRUB e l&#8217;avvio di init, il  kernel compie delle azioni di default quali riconoscimento hardware ed  altro. Configurando propriamente il boot loader facendo in modo che  quest&#8217;ultimo passi degli utili parametri d&#8217;avvio al kernel, possiamo  cercare di bypassare le azioni che risultano inutili per l&#8217;utilizzo che  facciamo del nostro PC.<br />
La lista dei parametri che è possibile  passare al kernel linux è smisurata a tal proposito mi limito ad  elencare e spiegare quelli che io ho ritenuto utili e vi rimando alla  lettura di questa guida.<br />
Torniamo ad editare il file  /boot/grub/menu.lst e modifichiamo le seguenti righe SENZA ELIMINARE IL  CANCELLETTO:</p>
<div>
<strong><br />
# kopt=  root=/dev/hda2 rootfstype=ext3 mem=512m ro<br />
# defoptions= quiet  noresume vga=788<br />
</strong></div>
<p>a questo punto:</p>
<div>
$update-grub</div>
<p>Naturalmente questi  sono I valori relativi alla macchina in questione quindi non vanno presi  come paramentri generali.</p>
<div>
-  root=/dev/hda2: indica qual&#8217;è il disco che contiene la partizione di  root (“/”); questo parametro non comporta miglioramenti in fase di boot  ma è indispensabile al kernel per avviare il sistema.<br />
-  rootfstype=ext3: indica con quale filesystem è stata formattata la  partizione di root; ho pensato che specificandolo apertamente il kernel  avrebbe evitato di tentare di capirlo da solo.<br />
- mem=512m: specifica  la quantità di memoria disponibile; come sopra ho pensato che il kernel  evitasse di calcolare la memoria RAM disponibile.<br />
- ro: specifica di  montare inizialmente la partizione di root in sola lettura, inutile per  le prestazioni in fase di boot ma utile per eseguire il controllo del  disco.<br />
- quiet= specifica al kernel di non riportare a video l&#8217;output  di tutte le sue operazioni in fase di boot ma di visualizzare  semplicemente il messaggio “Loading kernel&#8230;”; ho pensato che, anche se  in minima parte, potesse essere utile diminuire le operazioni per la  stampa sullo standard output.<br />
- noresume: se non si utilizza la  sospensione su disco, tramite “noresume” evitiamo che il kernel analizzi  la partizione di swap per ricercare eventuali sessioni ibernate.<br />
-  vga=788: imposta Il framebuffere della scheda video; inutile ai fini  della riduzione del tempo di boot.</div>
<div>Punto 4 – Riduzione della procedura di avvio dei  demoni</div>
<p>Prima di iniziare ad addentrarci in questa sezione,  consiglierei di studiare a fondo il funzionamento di sysv-init al fine  di comprendere le azioni che compieremo e la procedura di boot in  generale.<br />
Consiglio inoltre di installare bootchart, uno strumento  che ci permetterà di avere informazioni più dettagliate e soprattutto di  monitorare I miglioramenti di quest&#8217;ultima fase della procedura di  boot.</p>
<div>
$apt-get install bootchart  bootchart-view</div>
<p>Poi modificare il file  /boot/grub/menu.lst ed aggiungere la seguente il seguente comando <strong>init=/sbin/bootchartd”</strong> ai parametri di boot del nostro kernel.<br />
Bootchart verrà avviato come  primo processo dal kernel e si occuperà poi di avviare init e di  monitorare il suo comportamento.<br />
A questo punto riavviare il sistema e  poi digitare</p>
<div>
$bootchart -f png</div>
<p>Questo  comando ci permetterà di ottendere un immagine png che conterra il  grafico rappresentante la nostra procedura di boot:</p>
<div>
<img src="http://dmp.altervista.org/img/GUIDE/PRIMA.png" alt="" /></div>
<p>La  figura rappresenta I demoni avviati ed il tempo occorso per ciascun  avvio; in alto possiamo leggere il tempo totale impiegato: 57secondi.</p>
<div>Punto 4.1 – Disabilitazione demoni inutilizzati</div>
<p>Installiamo  il pacchetto sysv-rc-conf ed avviamo sysv-rc-conf come root; questa  utility ci permette di gestire I demoni avviati da init durante la fase  di boot del sistema. Ogni demone rappresenta un servizio che il nosto  computer ci fornirà; analiziamo quelli del calcolatore in questione.</p>
<div>
<img src="http://dmp.altervista.org/img/GUIDE/servizi.png" alt="" /></div>
<p>Eliminando  le “X” possiamo disabilitare I servizi che non utiliziamo;  personalmente io ho eliminato</p>
<div>
-  avahi-daemon: http://avahi.org/<br />
- exim4: è un MTA, utilizzato anche  in locale per inviare all&#8217;utente root eventi amministrativi, ma a me non  serve<br />
- lpd: dovrebbe essere un demone per la gestione della stampa  ma penso che utilizzando cups se ne possa fare a meno<br />
- nfs-common:  non utilizzando alcun net-filesystem lo elimino<br />
- policycoreutils:  dovrebbe gestire le politiche di sicurezza selinux ma penso che per uso  domestico se ne possa fare a meno, o per lo meno io l&#8217;ho disabilitato e  non ho avuto problemi<br />
- ssh: nel caso in cui sia attivo il demone ssh  e non vi occurre rendere accessibile il pc da remoto disabilitatelo</div>
<div>
Per gli altri demoni vi rimando a Google ed a man.</div>
<div></div>
<div>Punto 4.2 – Disabilitazione terminali inutilizzati</div>
<p>Solitamente  in un sistema GNU/Linux è possibile usufruire di più console  accessibili tramite la combinazione di tasti CTRL + ALT + Fx.<br />
Di base  Debian ne attiva 6 testuali ed una dove eseguirà il server grafico ma  difficilmente un utente desktop avrà bisogno di 6 console grafiche. A  tal proposito può essere utile lasciare abilitate esclusivamente la  console con il server grafico ed un unica console testuale utile per  eventuali assistenze tecniche.<br />
Editiamo il file /etc/inittab e  commentiamo le seguenti righe:</p>
<div><strong><br />
1:2345:respawn:/sbin/getty 38400 tty1<br />
#2:23:respawn:/sbin/getty  38400 tty2<br />
#3:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty3<br />
#4:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty4<br />
#5:23:respawn:/sbin/getty 38400  tty5<br />
#6:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty6<br />
</strong></div>
<div>Punto 4.3 – Parallelizzare l&#8217;avvio dei servizi</div>
<p>Sysvinit  avvia un demone solo quando quello precedente segnala che il suo  startup è avvenuto con successo. Modificando opportunamente I file di  configurazione possiamo istruire init affinche avvii I demoni  direttamente senza aspettare risposta dal demone precedente.</p>
<div>
$echo “CONCURRENCY=shell” &gt;&gt;  /etc/default/rcS</div>
<div>Punto 4.4 –  Sostituire BASH con DASH</div>
<p>Alcuni demoni durante la fase di  avvio necessitano di essere eseguiti in una shell; di default la shell  utilizzata sia per l&#8217;avvio che per gli utenti è BASH (Bourne Again  SHell), la più diffusa e completa del mondo Linux. Utilizzare uno  strumento tanto potente solo per fornire un ambiente di esecuzione ai  demoni risulta però controproducente; può essere quindi più indicato  installare e settare come shell di default DASH, uno strumento più  modesto ma che fa comunque il suo lavoro.</p>
<div>
$apt-get  install dash<br />
$dpkg-reconfigure dash</div>
<p>A questo punto  il link /bin/sh punterà a /bin/dash di conseguenza quest&#8217;ultima verrà  usata in fase d&#8217;avvio. Questa operazione non dovrebbe comunque intaccare  le potenzialità della shell usata dall&#8217;utente in quanto quest&#8217;ultima è  indicata nel file /etc/passwd<br />
[pagebreak]</p>
<div>Punto 4.5 – Settare in modo ottimale I demoni di rete</div>
<p>All&#8217;avvio  il sistema controlla il file /etc/network/interfaces per sapere come  gestire le interfacce di rete, se non settato corretamente il sistema  all&#8217;avvio potrebbe cercare di richiedere I parametri di rete per  un&#8217;ipotetica interfaccia ethernet scollegata. A tal proposito il mio  consiglio è quello di istruire il sistema affinche all&#8217;avvio configuri  automaticamente solo l&#8217;interfaccia di loopback.<br />
Editare il file  /etc/network/interfaces nel seguente modo:</p>
<div><strong><br />
# This file describes the network interfaces  available on your system<br />
# and how to activate them. For more  information, see interfaces(5).</p>
<p># The loopback network interface<br />
auto  lo<br />
iface lo inet loopback<br />
#Wired Interface<br />
#<br />
#DHCP(default)<br />
iface  eth0 inet dhcp<br />
</strong></div>
<div>Punto 4.6 –  Ordinare l&#8217;avvio dei demoni</div>
<p>Analizzando gli script dei  demoni presenti in /etc/init.d ci accorgiamo che sulla testa di ognuno  di essi sono specificate, attraverso alcuni commenti, le dipendenze di  ogni demone rispetto ad altri. Tali commenti non sono interpretati da  init che avvia I demoni basandosi sui numeri interi specificati nel nome  dello script (vd. /etc/rc2.d/).<br />
Accade quindi che init avvia un  demone che spreca cicli CPU attendendo l&#8217;avvio del demone dal quale  dipende.<br />
Esistono sistemi alternativi a sysv-init che si basano sulle  dipendenze dei demoni (initNG) o sugli eventi da essi generati (Upstart  di Ubuntu) ma il nostro intento è quello di configurare in modo  ottimale sysv-init che è lo standard de facto.<br />
Sarebbe quindi utile  analizzare le dipendenze dei demoni e cambiare I numeri interi in modo  da ordinare la fase di boot; fortunatamente l&#8217;utility InsServ lo fa al  posto nostro:</p>
<div>
$apt-get install  insserv<br />
$dpkg-reconfigure insserv</div>
<p>Eccoci  alla fine.<br />
Riavviamo il PC e rianalizziamo l&#8217;output di bootchart -f  png</p>
<div></div>
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		<title>Guida al Tuning di Ubuntu Linux</title>
		<link>http://www.fireteam.it/2009/07/guida-tuning-ubuntu-linux/</link>
		<comments>http://www.fireteam.it/2009/07/guida-tuning-ubuntu-linux/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[tuning]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fireteam.it/?p=327</guid>
		<description><![CDATA[Sulla rete ci sono parecchie guide sul come fare il tuning di ubuntu (cioè come alleggerire ubuntu) ma ho deciso di raggruppare il tutto in questa guida.
Ubuntu Linux è una distribuzione piuttosto semplice da usare ma ma stabile, poiché basata su debian, tuttavia ubuntu di default ha molti pacchetti e servizi che si possono tranquillamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img src="http://blogulate.com/wp-content/uploads/2007/12/ubuntu_logo_hd_wallpaper.jpg" alt="Fonte: http://blogulate.com" width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">Fonte: http://blogulate.com</p></div>
<p>Sulla rete ci sono parecchie guide sul come fare il tuning di ubuntu (cioè come alleggerire ubuntu) ma ho deciso di raggruppare il tutto in questa guida.</p>
<p>Ubuntu Linux è una distribuzione piuttosto semplice da usare ma ma stabile, poiché basata su debian, tuttavia ubuntu di default ha molti pacchetti e servizi che si possono tranquillamente disabilitare o adattare secondo le proprie esigenze, così facendo guadagneremo in spazio sull&#8217;hdd e qualche mb di ram, questo significa avere un sistema operativo più snello e più reattivo.</p>
<p>La presente guida è valida per la maggior parte degli utenti, ma ovviamente informatevi prima se un servizio\pacchetto non vi serve davvero&#8230; ad esempio chi possiede una stampante HP non dovrebbe disabilitare i relativi servizi per la sua gestione <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-327"></span></p>
<h2>Disabilitare Servizi</h2>
<p>bene possiamo cominciare:</p>
<p>inanzitutto installiamo da synaptic il boot-up manager che permette di disabilitare alcuni servizi:</p>
<ul>
<li><strong>anacron</strong>, <strong>atd</strong>, <strong>cron</strong> &#8211; servizi di pianificazione, <span style="text-decoration: line-through;"> </span>servono per gli aggiornamenti automatici dei pacchetti di Ubuntu, e altri compiti  un po’ obsoleti,disattivabile.<span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span></li>
<li><strong>apport</strong> &#8211; generatore di rapporti per i crash, che andranno salvati in /var/crash.</li>
<li><strong>brltty</strong> &#8211; gestione di dispositivi braille</li>
<li><strong>bluetooth</strong> &#8211; gestisce il bluetooth,se ne fate uso non disabilitatelo</li>
<li><strong>cupsys</strong> &#8211; se non avete\usate una stampante connessa al PC, sappiate che potete disabilitarlo</li>
<li><strong>dhcp3-server</strong> &#8211; se non fate da server dhcp in una rete potete disabilitarlo</li>
<li><strong>hotkey-setup</strong> &#8211; se non usate tasti speciali (ad esempio inun notebook o nelle moderne tastiere multimediali) potete disabilitarlo</li>
<li><strong>laptop-mode</strong> &#8211; si occupa della gestione ottimizzata per allungare la vita alla batteria in un portatile.</li>
<li><strong>phplip</strong> &#8211; se non avete una stampante HP potete disabilitarlo</li>
<li><strong>powernowd*</strong> &#8211; gestione dello scaling della CPU, di solito si usa sui portatili</li>
<li><strong>readahead*</strong> &#8211; serve a precaricare in memoria file/librerie elencate in /etc/readahead/* se avete molta ram potete abilitarlo.</li>
<li><strong>rsync</strong> &#8211; serve a copiare/sincronizzare file in remoto. difficilmente serve</li>
<li><strong>screen</strong> -non so cosa sia ma non ci sono problemi a disabilitarlo (credo)</li>
</ul>
<h2>Disinstallazione di Pacchetti</h2>
<p>Questi sono pacchetti di che di solito sono installati di default ma che sono dinsintallabili (a seconda della necessità dell&#8217;utente). Vi ricordo di leggere prima la descrizione del pacchetto prima di eliminarlo dal sistema!!!</p>
<p>bluez (bluetooth)<br />
hpijs e hplip* (stampanti HP)<br />
ubuntu-docs (documentazione)<br />
gnome-games (i giochi di ubuntu)<br />
gnome-games-data (file contenenti giochi di ubuntu)openoffice.org-help-en-us (file d’aiuto per OpenOffice in inglese)<br />
openoffice.org-help-en-gb (file d’aiuto per OpenOffice in inglese)<br />
openoffice.org-thesaurus-en-au  (supporto lingua inglese/australiano per OpenOffice)<br />
openoffice.org-help-it (file d’aiuto per OpenOffice in italiano)<br />
gimp-help-common (file d’aiuto per GIMP in italiano)<br />
example-content (contenuti d’esempio)<br />
cups* (vari pacchetti relativi alla stampa, <strong>attenzione</strong> con questi!)<br />
gnome-screensaver (gli screensaver)<br />
xsane (consente gi gestire gli scanner)</p>
<h2>Rimuovere Mono</h2>
<p>con questo comando potremmo liberarci di mono,pacchetto presente di default su ubuntu:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>Mono è un progetto open sourceNovell (precedentemente da Ximian) per creare un insieme di strumenti compatibili con il Framework .NET, secondo gli standard ECMA coordinato da </strong></p>
<ul style="text-align: left;">
<li><strong> è un programma di instant messaging per MSN.</strong></li>
<li><strong>GLyrics è un programma per la ricerca di testi musicali.</strong></li>
<li><strong>Gnome Do è un lanciatore per Linux (simile a Quicksilver).</strong></li>
<li><strong>iFolder 3 (della Novell) permette la condivisione di file attraverso molteplici computer e con altri utenti tramite peer-to-peer o attraverso server groupware di Novell.</strong></li>
<li><strong>Imendio Blam! è un aggregatore di news e feed RSS buono tra l&#8217;altro per la lettura di feed planet come Planet Gnome.</strong></li>
<li><strong>MonoDevelop è un IDE per la creazione di applicazioni Mono. Originariamente è stato un port di SharpDevelop per Gtk#, ma oggi viene sviluppato indipendentemente.</strong></li>
<li><strong>Muine è un riproduttore musicale con una interfaccia utente progettata per essere intuitiva, sviluppato da Jorn Baayen il quale ha già collaborato allo sviluppo di Rhythmbox.</strong></li>
<li><strong>Second Life, il mondo virtuale creato da Linden Lab, si dice stia per passare dall&#8217;utilizzo del Linden Scripting Language (LSL) a Mono, in un futuro prossimo.</strong></li>
<li><strong>SkyNET è una mappa stellare.</strong></li>
<li><strong>smuxi è un client IRC per utenti esperti scritto usando Gtk#/Gnome#, SmartIrc4net e Nini.</strong></li>
<li><strong>Tomboy è una applicazione desktop per annotazioni che utilizza un sistema di link simile al Wiki.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: left;">(tratto da wikipedia)</p>
</blockquote>
<p><strong><code>sudo apt-get --purge remove libmono0</code></strong></p>
<h2 style="text-align: left;">Ulteriore Tuning</h2>
<p style="text-align: left;">in generale potete alleggerire il sistema con programmi meno pesanti ad esempio epiphany al posto di firefox,abi word al posto di opneoffice e via dicendo con questo comando eliminate “<strong>evolution-exchange</strong>“ che è un pacchetto che si occupa di cercare il server ms-exchange che spesso non è utilizzato ma occupa ram:</p>
<p><strong><code>sudo apt-get --purge remove evolution-exchange</code></strong></p>
<p style="text-align: left;">ora andate su servizi ed eliminate quelli che non usate o non vi interessano,posto una lista di quelli meno usati (sui dextop)</p>
<p style="text-align: left;">bootlogd e stop-bootlogd<br />
rsync<br />
apmd<br />
powernowd<br />
acpi-support<br />
laptop-mode<br />
mdadm</p>
<p>un altro consiglio che posso darvi è dare un &#8220;apt-get install localepurge&#8221; per installare un programma da utilizzare tramite terminale che consente di eliminare le lingue non utilizzate</p>
<p>Ciao al prossimo articolo!!!
</p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fireteam.it/2009/07/guida-tuning-ubuntu-linux/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gestire un iPod con Ubuntu Linux</title>
		<link>http://www.fireteam.it/2009/06/gestire-un-ipod-con-ubuntu-linux/</link>
		<comments>http://www.fireteam.it/2009/06/gestire-un-ipod-con-ubuntu-linux/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 18:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa guida illustra come gestire un iPod con Ubuntu Linux, nel mio caso è Ubuntu 9.04 e un iPod Silver 4GB della 3° generazione.
Un iPod è un oggetto cool, purtroppo Apple non ancora ci ha regalato una versione di iTunes per Linux&#8230; gli utenti di Ubuntu possono comunque gestire un iPod dal loro sistema operativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-138" title="Apple iPod Nano Silver" src="http://www.fireteam.it/wp-content/uploads/2009/06/apple-ipod-nano-silver.jpg" alt="Apple iPod Nano Silver" width="300" height="300" />Questa guida illustra come gestire un iPod con Ubuntu Linux, nel mio caso è Ubuntu 9.04 e un iPod Silver 4GB della 3° generazione.<br />
Un iPod è un oggetto cool, purtroppo Apple non ancora ci ha regalato una versione di iTunes per Linux&#8230; gli utenti di Ubuntu possono comunque gestire un iPod dal loro sistema operativo preferito <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In realtà si è riusciti ad installare su Ubuntu Linux la versione 7.2 di iTunes con l&#8217;aiuto di <strong>wine</strong>. Personalmente ho provato ad installare l&#8217;ultima versione iTunes 8, ottenendo però un errore&#8230; dopo questoco continuato preferendo la strada offerta dal software libero <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<h2>File System in Sola Lettura</h2>
<p>Appena inserito l&#8217;iPod via USB è stato subito riconosciuto, e si è aperto Rhythmbox in automatico&#8230; ma appena ho provato a copiarci su un mp3 ho avuto l&#8217;error:</p>
<pre class="shell">Trasferimento di canzone.mp3 fallito.
Errore nell'apertura in scrittura di /media/iPod ... (File system in sola lettura)</pre>
<p>Questo capita quando l&#8217;iPod è stato formattato con un mac; per risolvere questo problema bisogna disabilitare il journal sul file system dell&#8217;iPod. Per farlo ho dovuto collegare l&#8217;iPod ad un mac (sistema operativo Mac OS X), e ho lanciato il comando:</p>
<p># diskutil disableJournal /Volumes/iPod</p>
<p>dove /Volumes/iPod è la directory dove è stato montato in automatico l&#8217;iPod. A questo punto dobbiamo disconnettere l&#8217;iPod con iTunes (che nel frattempo si è aperto), ed il problema è risolto.</p>
<h2>Gestire la Musica</h2>
<p>Per gestire la libreria musicale Ubuntu ci propone il lettore musicale Rhythmbox, uno strumento veramente valido! Appena inserito l&#8217;iPod esso si apre in automatico, e vedremo il lettore nella lista sulla destra.<br />
Se non riusciamo a vederlo probabilmente non è attivato il plugin per gestire gli iPod. Per attivarlo all&#8217;interno di Rhythmbox clicchiamo su &#8220;<strong>Modifica -&gt; Plugin</strong>&#8221; e verifichiamo che sia attivata la voce &#8220;<strong>Lettori portatili &#8211; iPod</strong>&#8220;. Notiamo l&#8217;esistenza tra i plugin della voce precedente &#8220;Lettori portatili &#8211; MTP&#8221;, relativa al plugin per gestire lettori musicali della Creative, ad esempio Zen Video, Zen Nano, ecc&#8230; personalmente ho sempre avuto problemi con questi lettori, e Rhythmbox li gestisce veramente bene!</p>
<p>Una volta configurato Rhythmbox puoi facilmente trasferire la musica sull&#8217;iPod trascinando la musica sull&#8217;icona del lettore <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  niente di più facile.<br />
Alternative a Rhythmbox, sono Amarok, Banshee, ecc&#8230;</p>
<h2>Gestire i File</h2>
<p>Per gestire i file come video, immagini, cover musicali, ed altro possiamo utilizzare gtkpod un programma che ci permette una gestione completa del nostro iPod. Tra le caratteristiche ricordiamo: file recovery, modifica tag musicali, cover art, gestione playlists e podcasts, e gestione avanzata dei file.<br />
Un&#8217;alternativa a gtkpod è Hipo, che però fornisce meno funzioni.</p>
<p>Per gestire le immagini consiglio di utilizzare GPixPod un’applicazione sviluppata per il caricamento e la gestione di foto su Apple iPod di ultima generazione. Realizzato principalmente per GNU/Linux, ha un approccio di modifica manuale delle foto e degli album, offrendo funzionalità più avanzate di quanto iTunes attualmente offra (solo sincronizzazione automatica).</p>
<h2>Gestire i Video</h2>
<p>Per sfruttare al massimo la funzionalità video bisogna imparare a convertire i file AVI in MP4, ed avere un piccolo video adatto alla risoluzione del lettore portatile. Per fare questo installiamo mplayer, che ha un buon encoder (mencoder). Il comando sa lanciare per convertire i video è:</p>
<pre class="shell">$ mencoder -ss 00:36:36 -endpos 00:01:35 \
-of lavf -lavfopts format=mp4 -oac lavc -ovc lavc \
-lavcopts aglobal=1:vglobal=1:vcodec=mpeg4:vbitrate=600:acodec=libfaac:abitrate=128 \
-af lavcresample=24000 -vf dsize=320:240:0,scale=0:0,expand=320:240,harddup -ofps 25 -srate \ 22050 \
-sub "subtitle.srt" \
input.avi \
-o output.mp4</pre>
<p>Questo comando è abbastanza complesso, qui riporto i dettagli:</p>
<ol>
<li>L&#8217;opzione -ss indica il termpo di partenza, e l&#8217;opzione -endpos indica per quanto tempo vogliamo codificare. Usate indieme -ss 00:36:36 e -endpos 00:01:35 stiamo dicendo di codificare dal tempo 00:36:36 fino a 00:38:11 (36:36 + 01:35 = 38:11).</li>
<li>La second, terza, e quarta riga sono specifice per avere la compatibilità con ipod. Se hai uno schermo più grande come quello di iPod Touch, cambia la risoluzione da 320:240 a 480:320.</li>
<li>Se vuoi integrare dei sottotitoli al filmato usa l&#8217;opzione -sub &#8220;subtitle.srt&#8221;.</li>
<li>L&#8217;ultima riga specifica il file di output (quello che sarà trasferito sull&#8217;iPod).</li>
</ol>
<p>Se sei un utente linux avanzato, e ritieni che questo comando sia troppo difficile da richiamare ogni volta, puoi utilizzare questo script shell:</p>
<pre class="shell">#!/bin/bash
#Copyright (c) 2008 bones7456 (bones7456&lt;A&gt;gmail&lt;D&gt;com)
#Modified by puNk!d
#License: GPL
#version 20080911

SAVEDIR="/home/media/video"

INFILE="$1"
PWD=`pwd`
CMD="mencoder -of lavf -lavfopts format=mp4 -oac lavc -ovc lavc "
CMD+="-lavcopts aglobal=1:vglobal=1:vcodec=mpeg4:vbitrate=600:acodec=libfaac:abitrate=128 "
CMD+="-af lavcresample=24000 -vf dsize=320:240:0,scale=0:0,expand=320:240,harddup -ofps 25 -srate 22050 "
if [[ -f "${INFILE%.*}.srt" ]];then
CMD+=" -sub ""\"$PWD/${INFILE%.*}.srt\""
elif [[ -f "${INFILE%.*}.ssa" ]];then
CMD+=" -sub ""\"$PWD/${INFILE%.*}.ssa\""
elif [[ -f "${INFILE%.*}.ass" ]];then
CMD+=" -sub ""\"$PWD/${INFILE%.*}.ass\""
fi

CMD+=" -o ""\"$SAVEDIR/${INFILE%.*}_ipod.mp4\""" ""\"$PWD/$INFILE\""
eval "$CMD 2&gt;&amp;1"</pre>
<p>Now you can run toIpod videofile to convert the video into mp4 file which is stored in /home/media/video, and it will automatically embed the subtitles if the sub file has the same name as the video file.</p>
<p>Note: The credit of this script goes to bones7456, I only did some small modification to deduct the gnome dependency (zenity tool).</p>
<h2>Altro</h2>
<p>Purtroppo questo è tutto quello che so dirvi sull&#8217;uso di iPod sotto Linux <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se hai qualcosa da chiedermi o vuoi aggiungere ulteriori informazioni sentiti libero di commentare questo articolo o di contattarmi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ubuntu &#8211; Errore di indicizzazione dal Tracker Applet</title>
		<link>http://www.fireteam.it/2009/05/ubuntu-errore-di-indicizzazione-dal-tracker-applet/</link>
		<comments>http://www.fireteam.it/2009/05/ubuntu-errore-di-indicizzazione-dal-tracker-applet/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 15:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[tracker]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fireteam.it/?p=49</guid>
		<description><![CDATA[Questo articolo illustra come risolvere il problema di indicizzazione:
Tracker Applet
-----------------------
Tracker
There was an error while performing indexing:

Index corrupted
[ Reindex all contents ] [ Cancel ] [ OK ]
su Linux Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope), quando si inserisce una memoria esterna&#8230; come una penna usb.
Il problema nasce perchè il sistema operativo cerca di indicizzare i dati sulla memoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come risolvere il problema di indicizzazione:</p>
<pre style="border: 2px inset; margin: 0px; padding: 6px; overflow: auto; width: 400px; height: 114px; text-align: left;" dir="ltr">Tracker Applet
-----------------------
Tracker
There was an error while performing indexing:

Index corrupted
[ Reindex all contents ] [ Cancel ] [ OK ]</pre>
<p style="text-align: justify;">su Linux Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope), quando si inserisce una memoria esterna&#8230; come una penna usb.<br />
Il problema nasce perchè il sistema operativo cerca di indicizzare i dati sulla memoria esterna, che può essere stata compromessa su altri computer (ad esempio quando togliamo la chiavetta usb senza prima smontarla correttamente).</p>
<p><span id="more-49"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente non ritengo utile indicizzare il contenuto di una chiavetta usb in quanto è di norma molto più piccola del disco interno, quindi ho preferito disabilitare l&#8217;indicizzazione sulle memorie esterne. Per fare ciò basta cliccare su <strong>Sistema -&gt; Preferenze -&gt; Ricerca e indicizzazione</strong>, e togliere la spunta dalla casella &#8220;Indicizzare le directory montate&#8221;:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-54" title="Tracker Directory Montate" src="http://www.fireteam.it/wp-content/uploads/2009/05/tracker_directory_montate.png" alt="Tracker Directory Montate" width="600" height="186" /></p>
<p>Per essere ulteriormente sicuri aggiungiamo la directory <em>/media</em> tra i percorsi ignorati come in figura:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-55" title="Tracker Directory Ignorate" src="http://www.fireteam.it/wp-content/uploads/2009/05/tracker_directory_ignorate.png" alt="Tracker Directory Ignorate" width="600" height="266" /></p>
<p>Se il problema persiste allora c&#8217;è bisogno di ricostruire gli indici. Per fare questo digitiamo da shell:</p>
<pre style="border: 2px inset; margin: 0px; padding: 6px; overflow: auto; width: 400px; height: 114px; text-align: left;" dir="ltr">$ sudo apt-get install tracker-utils
$ tracker-processes -r # --hard-reset</pre>
<p>A questo punto il problema dovrebbe essere risolto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fireteam.it/2009/05/ubuntu-errore-di-indicizzazione-dal-tracker-applet/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Creative Live! Cam Vista IM su Ubuntu Linux</title>
		<link>http://www.fireteam.it/2009/05/creative-live-cam-vista-im-ubuntu-linux/</link>
		<comments>http://www.fireteam.it/2009/05/creative-live-cam-vista-im-ubuntu-linux/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 11:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>
		<category><![CDATA[webcam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fireteam.it/?p=1</guid>
		<description><![CDATA[Questo articolo illustra come installare la webcam Creative Live! Cam Vista IM su Linux Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope), una piccola ed economica webcam molto diffusa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-32 alignright" title="ccam-vistaim" src="http://www.fireteam.it/wp-content/uploads/2009/05/lc-vistaim.jpg" alt="ccam-vistaim" width="244" height="300" /> Questo articolo illustra come installare la webcam Creative Live! Cam Vista IM su Linux Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope), una piccola ed economica webcam molto diffusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente ho verificato la compatibilità sul sito <a href="http://www.linuxcompatible.org/" target="_blank">http://www.linuxcompatible.org/</a> , ma inserendo il cavo USB il funzionamento non è automatico. Abbiamo quindi bisogno di installare i driver; la maggior parte delle webcam utilizzano il driver <em>spca5xx</em>, invece per questo modello necessitiamo del driver <strong><em>ov51x-jpeg</em></strong> che supportano i seguenti modelli:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Trust Spacecam 320 (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
<li>Hercules Webcam Deluxe (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
<li>Sony EyeToy (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>Creative Live! Cam Notebook Pro VF0400 (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>Creative Live! Cam Notebook VF0470 (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>Creative Live! Cam Vista IM (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>Creative Live! Cam Vista IM VF0420 (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>Creative Vista Webcam VF0330 (Creative Technology, Ltd)</li>
<li>ASUS webcam (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
<li>Philips  PCVC820K/00 (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
<li>NGS showtime plus (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
<li>HP VGA Webcam with Integrated Microphone (OmniVision Technologies, Inc.)</li>
</ul>
<p><span id="more-1"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da fare è installare i sorgenti del driver (<span class="norm"><span class="norm">ov51x-jpeg-source</span></span>) e l&#8217;utility per creare il modulo (<span class="norm"><span class="norm">module-assistant). Questo si può fare utilizzando il Gestore dei pacchetti Synaptic,oppure apriamo il terminale cliccando su: <strong>Applicazioni -&gt; Accessori -&gt; Terminale</strong>, e impartiamo i seguenti comandi:</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="norm"><span class="norm">sudo apt-get update<br />
sudo apt-get install ov51x-jpeg-source module-assistant</span></span>
</p>
<p style="text-align: left;"><span class="norm"><span class="norm">Arrivati qui abbiamo scaricato i driver, per installari continuiamo da terminale e digitiamo:</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="norm"><span class="norm">sudo module-assistant a-i ov51x-jpeg<br />
sudo depmod -a<br />
sudo modprobe ov51x-jpeg</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="norm"><span class="norm">Tutto finito!!! Possiamo verificare il funzionamento della nostra webcam con Ekiga, il software di telefonia VoIP incluso in Ubuntu (Applicazioni-&gt;Internet-&gt;Ekiga).<br />
</span></span></p>
<h2 style="text-align: justify;">Compatibilità con Skype</h2>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="norm"><span class="norm">Purtroppo la webcam non risulta compatibile con Skype, ma possiamo rimediare </span></span>al problema modificando il file <em>/etc/modprobe.d/options.conf</em> ed aggiungere la seguente riga:</p>
<p style="text-align: justify;">options ov51x-jpeg forceblock=1</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta modificata la riga, c&#8217;è bisogno di ricaricare il modulo, prima disattivandolo (comando: <span class="norm"><span class="norm"><strong>sudo modprobe &#8211;remove ov51x-jpeg</strong>) e poi attivandolo (comando: </span></span><strong><span class="norm"><span class="norm">sudo modprobe ov51x-jpeg</span></span></strong><span class="norm"><span class="norm">).<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso su Ubuntu 8.10 o 9.04  è necessario per prima cosa  installare o aggiornare all’ultima versione , se già non presente,la libreria <em>libv4l</em> (sui sistemi x86) o <em>lib32v4</em> (per sistemi  amd64)&#8230; infatti il problema con questo modello di webcam e skype è stato risolto facendo un piccolo hack a queste librerie&#8230; a tal proposito consiglio di scaricare l&#8217;ultima versione di Skype per ubuntu dal sito ufficiale http://www.skype.com e di non aggiungere repository extra al sistema.<br />
Dopo questo è necessario lanciare ogni volta Skype con il comando LD_PRELOAD=/usr/lib/libv4l/v4l1compat.so skype . Ci conviene quindi modificare /usr/bin/skype eseguendo i comandi:</p>
<p style="text-align: justify;">sudo su<br />
cd /usr/bin<br />
mv skype skype.real<br />
echo -e &#8216;#!/bin/sh\n\nLD_PRELOAD=/usr/lib/libv4l/v4l1compat.so /usr/bin/skype.real\n&#8217; &gt; skype<br />
chmod 775 skype
</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto abbiamo sostituito l&#8217;eseguibile di skype con uno script shell che lo esegue con i giusti parametri: l’installazione dovrebbe essere completa <img src='http://www.fireteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  .</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fireteam.it/2009/05/creative-live-cam-vista-im-ubuntu-linux/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
	</channel>
</rss>
